comunicati stampa
Gli altri strumenti di comunicazione per il Terzo Settore: i comunicati stampa
Se stai cercando una agenzia che possa scrivere i tuoi comunicati stampa o qualcuno che possa farti da ufficio stampa o un docente esperto in "relazioni con i media", contatta Aliacom al numero (+39) 320 - 9203779. Buon proseguimento di lettura della nostra guida!
Abbiamo dedicato quasi tutto lo spazio di questa mini guida all’attività di lobbying perché riteniamo questa attività il più importante “strumento di comunicazione” che una associazione dovrebbe utilizzare. Consideriamo infatti gli strumenti di comunicazione tradizionale come complementari a questa importante attività così spesso trascurata. Strumenti complementari certo, ma non secondari. E tra di essi, i più utili sono senza dubbio i comunicati stampa.
Più utili perché i comunicati stampa sono il mezzo più idoneo per comunicare con i media: ricordiamoci che come responsabili di comunicazione di una associazione in fondo “vendiamo” notizie, e che la nostra merce per essere venduta deve essere appetibile e ben confezionata. Vediamo allora alcuni consigli affinché i nostri comunicati stampa sia ben confezionati:
- preparare una mailing list (se non si hanno destinatari, non si ha niente da dire)
- sintetizzare in non più di 30 righe la notizia (se non si è sintetici, non si ha niente da dire)
- titolo di una sola riga con 3/4 parole (se non si ha un titolo, non si ha niente da dire)
- sommario subito dopo il titolo con un massimo tre righe di riassunto a completarne il significato
- il testo deve essere redatto a blocchi in modo tale che il giornalista possa tagliarlo senza sacrificare notizie essenziali (insomma più facilitiamo il lavoro al giornalista che leggerà la nostra notizia, più aumentiamo le chance di pubblicazione della stessa). In particolare almeno quattro moduli così organizzati: primo paragrafo: chi, cosa, dove, perché, come, quando; secondo paragrafo: dettagli; terzo paragrafo: sintesi; chiusura: fonte e contatti;
- redatto su carta intestata (soprattutto se abbiamo un logo riconoscibile e conosciuto)
- contenere la dicitura “comunicato stampa” (su una scrivania i fogli dattiloscritti sono tutti uguali)
- indicare la data (un comunicato è buono finché è fresco)
- con spaziatura non troppo stretta (certo non solo scrivere per moduli per facilitare i tagli, ma anche scrivere con spaziature per consentire le aggiunte, le osservazioni del giornalista che integrerà e pubblicherà la vostra notizia)
- usare pochi termini tecnici
- far seguire l’invio da una telefonata (il che significa in termini pratici che se siamo gli addetti alla comunicazione di una associazione dobbiamo avere in tasca un bella agenda già ricca di contatti telefonici).
Dicevamo di far seguire l’invio dei comunicati stampa sempre da una telefonata … certo, avere contatti con i media significa avere contatti “personali” con i giornalisti; sempre seguendo il nostro esempio iniziale con riferimento al Terzo Settore e al sottoinsieme Ong dobbiamo allora:
- creare una rete di giornalisti interessati alle attività delle Ong. Usare anche la via informale puntando ad un rapporto di collaborazione con le testate. Insomma quello che sappiamo di noi come associazione, può diventare materia prima per portali internet, quotidiani, riviste;
- analizzare i media e dividerli per categorie (stampa settimanale, quotidiana, radio, TV; stampa specializzata o generica). E importante inoltre selezionare la stampa in base alle nostre esigenze: quotidiani (scegliere la redazione esteri, interni, spettacolo, ecc.); locali (esempio: asilo/immigrazione Otranto piuttosto che Cortina).
- considerare le caratteristiche dei lettori (classi di reddito, professione, status sociale, sesso, ecc.)
- creare la notizia (acquistare lo spazio per la pubblicità): solo un tema interessante sarà proposto al pubblico e quindi opportuno provare a mettersi nei panni del lettore. Inoltre è opportuno scegliere il momento per “lanciare la notizia”, convocare la conferenza stampa o organizzare un incontro con la stampa (evitando accuratamente sovraesposizioni)
- rilanciare la notizia, poiché in generale, una notizia è tale se è ripresa da una agenzia stampa importante.
Come sappiamo, a volte il comunicato serve per integrare una cartella stampa da distribuire ad esempio nel corso di una Conferenza stampa. A questo proposito, una cosa mi preme dirla sulle conferenze stampa: sono uno strumento costoso e abusato. Costoso perché occorre tempo per organizzarle e una non indifferente logistica che tradotto significa soldi. Abusato perché proprio in virtù dello sforzo organizzativo andrebbe utilizzato come strumento solo nel caso in cui il nostro intervento di comunicazione abbia bisogno di un forte riscontro e soprattutto nell’immediatezza dei fatti su cui vogliamo informare e quando essi abbiamo già raggiunto un buon grado di diffusione tra i media e tra le persone.
Sempre più spesso invece la conferenza stampa diventa una tavola rotonda mascherata in cui si discute di massimi sistemi. Spesso si sente parlare di conferenza stampa conclusiva di una riunione o di un convegno. Per quell’obiettivo credetemi bastano gli atti della conferenza!
Ecco allora alcuni consigli sull’uso – a vostro rischio e pericolo – delle conferenze stampa, specie per le associazioni di piccola dimensione e che non hanno ancora un forte peso lobbystico:
- si deve ricorrere alla conferenza stampa solo per eventi di grande rilievo
- bisogna essere pronti e disponibili a rispondere a tutte le domande
- attenzione alla scelta di: luogo (sede dell’associazione ad esempio, piuttosto che centro congressi), giorno (evitare il venerdì e i giorni che seguono i festivi), l’orario (è preferibile la mattina per consentire la pubblicazione il giorno dopo)
- spedire gli inviti con almeno 1 o 2 settimane di anticipo
- inviare il materiale distribuito anche ai giornalisti che non sono intervenuti
- durata massima 1 ora e mezza
- durata interventi 10 minuti
Nella stessa categoria, oltre ai comunicati stampa, si collocano altri strumenti di comunicazione: l’incontro con la stampa (conferenza stampa ristretta con giornalisti specializzati); il viaggio informativo (una missione con giornalisti); il seminario (approfondimento a cui si invitano giornalisti); l’intervista. Strumenti questi che devono sempre essere valutati in un’ottica di costi/benefici ovvero tempi e modi organizzativi ed efficacia dell’azione di comunicazione.
Vai agli altri capitoli della guida
1) Definizione di Terzo Settore.
2) Introduzione alla Comunicazione Sociale.
3) I "potenti" mezzi della Comunicazione Sociale.
4) Un mondo sconosciuto e poco connotato: le Ong.
5) Le direzioni della comunicazione.
6) Strumenti di comunicazione per il Terzo Settore: fare lobbying.
7) I pericoli del lobbysmo.
8) Cosa è, e cosa non è lobby.
9) Strumenti di comunicazione per il Terzo Settore: il comunicato stampa.
10) Strumenti di comunicazione per il Terzo Settore: pubblicazioni e audiovisivi.
11) Strumenti di comunicazione per il Terzo Settore: internet e raccolta fondi.
12) Le sfide di una azione di comunicazione.
13) Un approfondimento: il sito istituzionale.